Eugenio Denegri Pesca Marittima

(Stelle 3)

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07100 - Stintino (SS)

Salve a tutti, Mi chiamo Eugenio Denegri e provengo dall'Isola dell'Asinara; il primo della mia famiglia che andò a vivere sull' Isola fu mio nonno, Antonino Denegri, che nei primi del 1800 sbarcò da Camogli sull'Isola per lavoro, si occupava, come molti altri, della conservazione del tonno sotto sale in recipienti di castagno; vi erano due tonnare e A. Denegri era impiegato in una di queste...quando poi conobbe mia nonna, un'indigena dell'Isola si stabilì definitivamente, dando cosi origine al ceppo Denegri...una delle 45 Famiglie che in seguito fondarono Stintino, dopo esser state allontante dall'Isola. Sin da ragazzo ho pescato attorno all' Isola dell' Asinara, anche durante il periodo del carcere, con dei permessi speciali che mio padre pescatore aveva; quando il tempo era cattivo e non ci faceva rientrare in porto, gli agenti di custia ci davano alloggio e riparo sin quando la burrasca non era attenuata. Dopo aver immagazzinato esperinze di navigazione e pesca, mi capitò di rendermi utile a delle indagini che gli agenti del carcere stavano svolgendo per cercare un evaso in mare, fu ritrovato grazie alle mie dichiarazioni e cosi dopo questa collaborazione (1963) iniziò la mia carriera come traghettatore di "anime dannate" ( i carcerati ), ma anche delle famiglie degli agenti che viveno sull'Isola...da qui si capisce il perchè del sopranome "Caaronte". Dal 1997, dopo la chiusura del carcere, che coincise con l'arrivo di Totò Riina, io ho chiuso la mia carriera negli Agenti di Custodia dopo aver visto personaggi come Cutolo e lo stesso Riina , ma ancora oggi continuo a navigare nelle acque dell'attuale Parco Nazionale dell'Asinara, solo per chi mi darà l'onore della sua presenza a bordo... sarò per voi il comandante Eugenio Denegri, del MOTOPESCA FORTUNATO, autorizzzato alla pescaturismo, con la quale potrete navigare nel Parco Marino e visitare l'interno del Parco Terrestre, così conoscerete l'isola come nessun libro potrà mai descrivere...tutto contornato da dimostrazioni di pesca tradizionale che ci permetteranno di prepararvi ottimi pranzi a base di specialità ittiche durante la gita... L'isola del Diavolo, così chiamano l'Asinara, è stata sede di una Stazione Sanitaria di quarantena nell'800, un campo di prigionia nella prima guerra mondiale e uno dei principali supercarceri italiani durante il periodo del terrorismo e nella lotta contro la delinquenza organizzata, fino al 1997. E' questa sua specificità storica che la rende una delle zone più misteriose, più carica di mitologie, d'Italia, quasi un Alcatraz in salsa nostrana, coi suoi detenuti eccellenti (come Totò Riina fino al 1997, anno della chiusura del carcere), le sue blindature di Stato, l'isola penitenziaria per eccellenza. Eppure coi suoi 52 chilometri quadrati di estensione, è anche quasi totalmente priva di insediamenti, protetta da una legge dello Stato, una delle zone più incontaminate del nostro Paese, grazie anche al numero chiuso imposto a chi entrava fino a che era sede del carcere. Basterebbe questo per capirne la bellezza cruda, deserta, aspra, selvatica, misteriosa, la sua ricchezza faunistica e ambientale. Ma l'isola dell'Asinara - esposta a venti violenti che la rendono ancora più inospitale di quello che è - continua ad essere nell'immaginazione solo un carcere di massima sicurezza. Eppure. Eppure è un'area tra le più belle del nostro Paese, molto importante per la riproduzione della fauna selvatica: si calcola che nell'isola si riproducano circa 80 specie di vertebrati terrestri tra le quali molte rivestono straordinaria rilevanza scientifica per la loro rarità. E tra gli anfibi si segnalano il discoglosso sardo, il rospo smeraldino e la raganella. Tra i rettili sono segnalate 11 specie, tra cui la testuggine comune e la biscia viperina. Tra gli uccelli marini, spiccano per importanza il Gabbiano corso, il Marangone dal ciuffo, la Berta maggiore e minore, la Pernice sarda; l'isola è inoltre l'unica stazione sarda in cui è presente la Gazza. Tra i mammiferi si ricorda la lepre, la donnola, il muflone, il cinghiale (in numero straordinario), il cavallo ed il caratteristico asinello albino, il vero simbolo dell'isola. Anche la flora dell'Asinara è ricchissima, costituita da 678 specie, di cui 616 spontanee e 45 introdotte, una vastità straordinaria. In generale essa ha caratteristiche mediterranee rappresentate per oltre il 50% da terofite. Le specie endemiche sono 29 e rappresentano quindi circa il 5% della flora generale. Tra queste, alcune sono esclusive della Sardegna settentrionale come Centaurea horrida, Limonium acutifolium, Limonium laetum, ed altre della regione sardo-corsa come Astragalus terracianoi e Erodium corsicum.La vegetazione presenta i caratteri tipici della macchia mediterranea. Da 1995 è in atto un importante intervento di riforestazione da parte dell'Azienda Foreste Demaniali della Sardegna nell'area di Elgihe Mannu.

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