Granfondo Campagnolo

 

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3 Stelle

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Granfondo Campagnolo

Si disputa a Feltre, in giugno

La storia della Granfondo Campagnolo

Ottanta anni dopo la foratura in gara che diede a Tullio Campagnolo la fulminante idea di creare il primo bloccaggio per ruota a sgancio rapido, il comitato organizzatore festeggia la 10.edizione della Gran Fondo Internazionale Campagnolo di Feltre a lui dedicata. Una manifestazione che negli anni ha saputo entrare nel cuore degli appassionati di bicicletta per le grandi sfide che sa offrire, per i luoghi suggestivi che attraversa, per il fascino che suscita e per il clima che si respira nelle giornate subito precedenti, tra “24 ore ciclistica” e “Mini Gran Fondo” dedicata ai bambini.

Oggi il Comitato Organizzatore è presieduto da Ivan Piol, prima di lui ha gettato le fondamenta di tutto il progetto Andrea Parteli che ha guidato il gruppo di amici che tiene le fila della manifestazione nei primi tre anni della GF Campagnolo.

La storia della GF Canpagnolo ha inizio nel gennaio 1989 quando alcuni amici fondano una società ciclistica: il Pedale Feltrino, sulle orme della prima storica società sorta a Feltre nel 1919. Lo scopo era uno solo: divulgare lo sport del ciclismo e dare la possibilità a tutti gli appassionati di bicicletta di partecipare a manifestazioni cicloturistiche. Ma questo sogno si è realizzato, trasformato ed evoluto a tal punto da creare un evento internazionale guardato con rispetto da tutti, addetti ai lavori e appassionati: la Gran Fondo Internazionale Campagnolo.

Per la realizzazione di questo grande evento fu fatale l'incontro, nel 1994, con Valentino Campagnolo, figlio di Tullio che inventò lo sgancio rapido della ruota e il cambio di velocità della bici, stratagemmi che rivoluzionarono il mondo del ciclismo. L'idea gli venne dopo una gara molto dura. Era il 4 novembre 1924 quando, durante una fuga, forò una gomma proprio in prossimità di Passo Croce d'Aune. Nevicava ed il freddo gli gelò le mani al punto da impedirgli di togliere la ruota. Cosa che gli costò la vittoria. E fu proprio ripensando a quel momento che, una volta a casa, inventò il primo bloccaggio per ruota a sgancio rapido. Questo fu anche l'inizio dell'azienda Campagnolo, oggi leader del settore. Il 24 giugno 1995 in quello stesso Passo Croce d'Aune, 71 anni dopo, fu inaugurato il monumento a questo "eroe della bicicletta". Il tempo era pungente, faceva freddo… proprio come in quel lontano 4 novembre 1924. Proprio la temperatura negli anni ha fatto le differenza in ogni Gran Fondo Campagnolo mettendo a dura prova la resistenza delle migliaia di ciclisti che l'hanno voluta affrontare con freddo siberiano o caldo tropicale. Il monumento fu scoperto alla presenza dei grandi del ciclismo italiano: Moser, Saronni, Motta, Battaglin e poi Alfredo Martini (allora CT della Nazionale Professionisti) e Raffaele Carlesso (presidente FCI). Il giorno dopo si disputava la prima Gran Fondo Internazionale Campagnolo: 1200 concorrenti al via lungo un percorso collaudato da Moreno Argentin. Silvano Jones è il primo nome inciso nell’albo d’oro della Gran Fondo di Feltre.

Negli anni altri nomi importanti del ciclismo hanno voluto saggiare l’emozione della sfida con se stessi, prima di tutto, pedalando alla Campagnolo. Ormai sono di casa Claudio Chiappucci “El Diablo” e Maurizio Fondriest; Gianni Motta si sta affezionando a Feltre; Davide Cassani nel 2000 ha usato Cima Campo e Passo Croce d’Aune come esame finale della sua scuola di ciclismo; Gianni Bugno si è “limitato” ad un colpo di pedali di oltre un’ora alla “24 ore ciclistica” mentre l’oro olimpico Silvio Martinello, il “comandante” se n’era pedalate ben 4 di ore; Alessandra Cappellotto ormai ‘usa’ la Campagnolo come ideale allenamento in vista del campionato italiano che quest’anno ha vinto la settimana dopo, mentre per l’oro olimpico Dorina Vaccaroni la manifestazione di Feltre è diventata l’alternativa al fioretto.

Il 2003 è stato l’anno d’oro con un autentico parterre de roi alla Gran Fondo: Miguel Indurain, Franco Ballerini, Maurizio Fondriest, Gianni Motta, Davide Cassani, Diana Ziliute, Alessandra Cappellotto, Matteo Tosatto, Silvio Fauner… Tutti in sella per provare l’ebbrezza della Gran Fondo Internazionale Campagnolo. E il “Miguelon”, il navarro cinque volte vincitore del Tour de France, ha lasciato il segno a Feltre per la sua disponibilità e semplicità, conquistando tutti. Informazioni : U.C. PEDALE FELTRINO Tel. e Fax 0439 - 300600

Sito Web: www.granfondocampagnolo.it

E-mail: info@granfondocampagnolo.it